Principi relativi alla liceità del cibo

 

 

I principi guida riguardanti le leggi in materia di alimentazione, sono rivelati nel Corano da Allah, a Muhammad (pbsl) per tutte le persone. Le leggi alimentari vengono spiegate e messe in pratica attraverso la Sunnah (la vita, le azioni e gli insegnamenti del profeta), come testimoniano i diversi Hadith.

In generale tutti i beni di Allah sono leciti, tranne quelli espressamente proibiti da un suo versetto, e che vengono chiamati haram. Questo fa sì che un musulmano faccia molta attenzione alla propria alimentazione, in particolare agli ingredienti utilizzati, anche se a volte è molto difficile distiguere tra lecito (halal) e illecito (haram). Per questo motivo le varie scuole di dottrina islamica, hanno cercato da sempre di portare maggiore chiarezza in questo ambito.

La guida più completa e più accettata riguardante i principi da seguire per osservare il consumo halal è quella di Al-Qaradawi The lawful and the prohibited in Islam:

  • Il principio di base è che tutte le cose create da Dio sono permesse, con alcune eccezioni che sono specificamente proibite.
  • Rendere lecito e illecito è diritto di Dio solo. Nessun essere umano, non
    importa quanto pio o potente sia, può rendere proprio questo diritto.
  • Proibire ciò che è permesso e consentire ciò che è proibito è simile ad
    attribuire soci a Dio (miscredenza).
  • Le ragioni fondamentali per il divieto delle cose sono l’impurità e la nocività.
    A un musulmano non è richiesto sapere esattamente perché o come qualcosa è impuro o dannoso in ciò che Dio ha proibito. Potrebbero esserci ovvi motivi e/o
    potrebbero esserci motivi oscuri.
  • Ciò che è permesso è sufficiente, e ciò che è proibito è quindi superfluo.
    Dio ha proibito solo cose che sono inutili o superflue seppur fornendo
    alternative migliori.
  • Tutto ciò che è favorevole al “proibito” è di per sé proibito. Se qualcosa
    è vietato, anche tutto ciò che porta ad esso è proibito.
  • È illecito rendere lecite le proibizioni di Dio con scuse fragili. Anche rappresentare il lecito come illecito è proibito.
  • Le buone intenzioni non rendono l’illecito accettabile. Ogni qual volta un’azione del credente è accompagnata da una buona intenzione, la sua azione diventa un atto di culto. Nel caso di haram, essa rimane haram, non importa quanto è buona l’intenzione, quanto è onorevole lo scopo o quanto elevato l’obiettivo.
    L’Islam non approva l’impiego del haram per ottenere un lodevole
    fine. In effetti, insiste non solo sul fatto che l’obiettivo sia onorevole, ma anche che il mezzo scelto per raggiungerlo.
  • Le cose dubbie dovrebbero essere evitate. C’è una zona grigia tra chiaramente lecito e chiaramente illecito. L’Islam considera un atto di fede e di pietà evitare cose dubbie.  Sull’autorità di Abu ‘Abdullah, Al-Nu’man Ibn Bashir (che Allah sia compiaciuto di entrambi), ha detto:’ Ho sentito il Messaggero di Allah sallallaahu ‘alayhi wa sallam (pace e benedizione su di lui) dire:“Il Halal è chiaro e l’Haram (proibito) è chiaro e tra di loro ci sono alcune cose in dubbio, che la maggior parte delle persone non sanno – se sono Halal o Haram – Quindi, chi evita i dubbi, tutela la sua religione e l’onore, ma chi si impegna nei dubbi, cade nel Haram. “
  • Le cose illecite sono proibite a tutti allo stesso modo. Le leggi islamiche sono universalmente applicate a tutti i popoli, credi e sessi; senza nessuna differenza.
  • La necessità impone delle eccezioni. La gamma di cose proibite nell’islam è molto stretta, ma l’enfasi sull’osservanza dei divieti è molto forte. A allo stesso tempo, l’Islam non è ignaro delle esigenze della vita, delle loro grandezza, o della difficoltà di perseguire il halal. Per questo in caso di stretta necessità, è lecito consumare cibo haram.

 

Cinque termini principali sono usati per descrivere l’ammissibilità del cibo:

  • Halal significa ammissibile e lecito. Si applica non solo alla carne, ma anche ad altri prodotti alimentari, cosmetici e prodotti per la cura personale.
    Il termine si applica anche al comportamento personale e all’interazione sociale.
  • Halal significa lecito, ed è opposto al termine haram.
  • Mushbooh è qualcosa di discutibile o dubbio, a causa delle differenze nelle opinioni degli studiosi o della presenza di ingredienti indeterminati in un prodotto alimentare.
  • Makrooh è un termine utilizzato per descrivere qualcosa il cui consumo è sconsigliato, in quanto non chiaramente lecito.

 

Questi, in sintesi, sono i principi generali che regolano la liceità del cibo. Nella nostra quotidianità però incontriamo molti alimenti (e non solo) il cui consumo lecito è difficile da constatare, sopratutto per quei prodotti che contengono alcuni derivati. Ma non abbiate timore, lo scopo di questo blog è proprio quello di portare un pò di chiarezza per quanto riguarda il consumo halal.

<< O voi che credete, mangiate le buone cose di cui vi abbiamo provvisto e ringraziate Allah, se è Lui che adorate.>>

 Corano 2:172

 

 

Fonti:

Al-Qaradawi, Y. 1984. The Lawful and Prohibited in Islam, The Holy Quran Publishing House,
Beirut, Lebanon.
Awan, J.A. 1988. Islamic food laws. I. Philosophy of the prohibition of unlawful foods, Sci. Technol.
Islam. World, 6(3), 151.
Chaudry, M.M. 1992. Islamic food laws: philosophical basis and practical implications, Food
Technol., 46(10), 92, 93, 104.
Hussaini, M.M. and Sakr, A.H. 1983. Islamic Dietary Laws and Practices, Islamic Food and Nutrition
Council of America, Bedford Park, IL.
Pickthall, M.M. 1994. Arabic text and English rendering of The Glorious Quran, Library of Islam,
Kazi Publications, Chicago, IL.
Sakr, A.H. 1993. Current issues of Halal foods in North America, Light, May/June, 3(3), 22-24.
Sakr, A.H. 1994. Halal and Haram defined. In: Understanding Halal Foods-Fallacies and Facts. Foundation
for Islamic Knowledge, Lombard, IL.
Twaigery, S. and Spillman, D. 1989. An introduction to Moslem dietary laws, Food Technol., 7, 88-90.

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