Il concetto Halal nell’Islam

La parola Halal, usata in generale dagli arabi e dai musulmani, si riferisce a tutto ciò che è lecito secondo i dettami e la legge islamica. Deriva dal verbo halla che significa essere o diventare legittimo, legale, consentito, ammissibile, non proibito.

Per molti la parola halal è associata al cibo; quindi si riferisce a tutto ciò che un musulmano può o non può mangiare. Specialmente in Occidente, il pensiero comune è che halal riguardi la carne che un musulmano può consumare. Difatti non è così, ma è un campo molto più ampio, in quanto si riferisce oltre che al cibo, anche al comportamento, al modo di parlare, alle azioni, al modo di vestirsi, al lavoro e via discorrendo; insomma è un concetto che regola e disciplina ogni aspetto della vita di un musulmano.

La parola Haram è l’opposto; significa proibito, illecito, non permesso dalle leggi islamiche. Come il concetto di Halal, anch’esso riguarda tutti gli aspetti della vita di un fedele.

Dunque possiamo dire che l’intera vita di un musulmano è dominata da questi due concetti antitetici.

Ma qual’è il senso di tutto ciò? Perché un buon musulmano per esser tale deve star ben attento a condurre una vita halal?

In realtà non c’è nulla di così strano ed estraneo in tutto questo; superficialmente son ben comprensibili affermazioni come «Ma perché voi musulmani non potete bere alcool? Non sapete che vi perdete!» oppure «Non riesco a capire questa vostra esigenza di mangiare carne halal, alla fine è sempre carne!» e tante altre ancora. Ma subhanaAllah non c’è nulla di quello che Allah ha proibito che non abbia senso; tutto ha una sua specifica motivazione, ed in generale è utto ciò che concerne l’etica e morale umana; quindi la preservazione dell’entità religiosa, la salvaguardia della vita, l’integrità di una sana società, la tutela e l’enfatizzazione di molti valori ecc.

Per ogni ambito della vita di un fedele ci sono prescrizioni che determinano il suo essere halal o haram; prescrizioni che derivano dal Corano, dalla sunna del profeta (pbsl), e opportunamente argomentate da sapienti.

Qui di seguito alcuni versetti del Corano a proposito:

«O voi che credete, in verità il vino, il gioco d’azzardo, le pietre idolatriche, le frecce divinatorie, sono immonde opere di Satana. Evitatele, affinchè possiate prosperare.»

(Corano 5:90)

«O voi che credete, non vietate le cose buone che Allah vi ha reso lecite. Non eccedete. In verità, Allah non ama coloro che eccedono.»

(Corano 5:87)

«Dì:”Il mio Signore ha vietato solo le turpitudini palesi o nascoste, il peccato e la ribellione ingiusta, l’attribuire ad Allah consimili, a proposito dei quali non ha concesso autorità alcuna e il dire contro Alla cose di cui non conoscete nulla.»

(Corano 7:33)

Infine vorrei concludere con un hadith noto del profeta Muhammad (pbsl):

Sull’autorità di Abu ‘Abdullah, Al-Nu’man Ibn Bashir (che Allah sia compiaciuto di entrambi), ha detto:’ Ho sentito il Messaggero di Allah sallallaahu ‘alayhi wa sallam (pace e benedizione su di lui) dire:

“Il Halal è chiaro e l’Haram (proibito) è chiaro e tra di loro ci sono alcune cose in dubbio, che la maggior parte delle persone non sanno – se sono Halal o Haram – Quindi, chi evita i dubbi, tutela la sua religione e l’onore, ma chi si impegna nei dubbi, cade nel Haram. “

 

 


 

Fonti:

AL-MALIKI, A. AND A. IBRAHIM, 1997, mu?jam al-musTalaHaat al-dinieh
“Dictionary of Religious Terms.” Al-Riyad Al-?ibykaan Bookshop.

Corano (5:87; 5:90; 7:33)

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